La nostra regione, superando i
grandi stati del nord d’Europa, spesso indicati come modello per il welfare, si
attesta come uno dei luoghi del mondo in cui si vive meglio e più a lungo. Da
noi la speranza di vita è arrivata a quota 80,1 anni per gli uomini e
addirittura 85 per le donne, con un aumento record, in cinque anni,
rispettivamente di 8 e 4 mesi, cioè mediamente di un semestre in più. Un
innalzamento che, spiegano gli esperti, proseguirà verso l’alto ancora molto a
lungo soprattutto grazie al grande sforzo fatto in ambito sanitario per
controllare gravi patologie cardiache e oncologiche.
Ma ecco alcuni dati,
tratti dalla stampa locale: «Tutti gli indicatori ci dicono che in Toscana una
vita lunga è la norma - spiega Alessandro Solipaca, segretario scientifico
dell’Osservatorio della Cattolica - Ad esempio la mortalità infantile nel
2004/2005 era del 3,1 per cento, mentre il biennio successivo era già scesa al
2,7. E’ importante notare che anche la mortalità evitabile (cioè quella
prevedibile) è a quota 2,6, cioè quasi un punto percentuale in meno rispetto
alla media nazionale del 3,4. » «In questo quadro è quindi il sistema sanitario
a diventare determinante - conclude Solipaca -, anzi qui si parla di una
regione virtuosa a livello di bilancio e molto efficace per i pazienti. E il
trend del prolungamento della speranza di vita, secondo le nostre previsioni,
proseguirà anche nei prossimi anni». Credo che si attesti così in modo
oggettivo come il buon governo, l’investimento costante nel tempo in sanità e
salute, l’attenzione a tutti, in una parola, il Welfare, dia i frutti che
speravamo di ottenere e per cui generazioni di toscani si sono impegnati. Anche
in questi anni di crisi la nostra Regione non è venuta meno a questo grande
impegno a beneficio dei suoi cittadini. Personalmente mi sono
battuto e mi batterò perché, anche a fronte di minori risorse, diritti
fondamentali come salute e istruzione, continuino a primeggiare in Toscana.